Diario di una Cat Nanny

Questo diario nasce dal mio amore profondo per i gatti, con cui vivo da oltre 30 anni. Oggi li accudisco a domicilio con attenzione, rispetto e sensibilità, offrendo un servizio di cat sitting a Milano pensato per ogni singolo micio, nel suo ambiente familiare.

In queste pagine non troverai pubblicità o offerte, ma racconti, riflessioni ed esperienze quotidiane.

Piccoli consigli per chi ama i gatti e vuole capirli un po’ di più, anche nei momenti delicati — come un’assenza, un cambiamento o una semplice giornata diversa.

Ogni gatto è unico. E io sono qui per raccontarlo.

Quando decidiamo di condividere la nostra vita con un amico peloso, o meglio, quando decidiamo di entrare a far parte della loro vita, soprattutto se si tratta della prima esperienza (ma non solo), non affidiamoci al caso. Non esiste errore più grande che far prevalere l’entusiasmo alle incombenze che un’adozione comporta.

Con questo, la mia intenzione non è quella di scoraggiare questo bellissimo atto d’amore, ma utilizzare il materiale raccolto nel corso della mia decennale esperienza con i felini, condividendolo con voi.

Partiamo col dire che adottare un gatto (soprattutto in questo particolare periodo storico), comporta costi di un certo tipo. Si, l’adozione spesso è gratuita, o richiedere solo un piccolo contributo per le spese sostenute per vaccinazioni e sterilizzazioni, ma poi? Sin da subito, chiediamoci quali saranno tutte le altre spese che dovremo affrontare. E non saranno poche. Questo per evitare di ritrovarci di fronte poi a spiacevoli situazioni, come quella di dover ridare indietro il micio all’associazione o all’allevamento che ce l’aveva dato in adozione o ancora peggio, optare per l’abbandono.

Fatta questa piccola premessa a tratti un po’ triste ma fondamentale, se, fatti due calcoli (nel vero senso della parola), i conti tornano, allora, mettiamoci subito alla ricerca di un gatto affine al nostro stile di vita e al nostro carattere e che sia compatibile con il contesto famigliare in cui viviamo (prendiamoci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per decidere, anche anni, perché un animale da compagnia è PER SEMPRE! ♥️).

A questo punto, dal trasportino a casa, il percorso è brevissimo. Da quel momento, trascorreremo ore, giorni e anni insieme a lui/lei/loro e anche quando vivremo momenti di alti e bassi, e l’alternarsi di periodi di energia a quelli di stanchezza, al nostro micio, non dovrà mancare comunque nulla, sia in termini di affetto che di cure e di soddisfazione delle sue necessità.

E allora cosa piace al nostro gatto?

1. LA PULIZIA 🧽💦 innanzitutto. La lettiera, intesa come come contenitore (ormai disponibile in una miriade di forme, aperte o chiuse), va lavata e disinfettata periodicamente. Il gatto è un animale estremamente pulito e prima o poi, darà segni di insofferenza e stress 🙀 se incomincerà a vivere a contatto con oggetti di cui fa un uso quotidiano sporchi e in generale se l’ambiente in cui si muove, verrà trascurato. Discorso simile, va fatto naturalmente per la sabbia, a cui andrebbe riservata però una riflessione ampissima, sia per la varietà di prodotti presenti sul mercato, sia per il rapporto particolare che ogni micio sviluppa nei confronti della propria lettiera. Un capitolo che definirei delicato e che magari tratterò in futuro.

Anche le ciotole della pappa e dell’acqua, meglio se in acciaio o ceramica e non in plastica, andrebbero pulite con frequenza, sopratutto se si vive in città e si usa l’acqua del rubinetto, super calcarea! Chi ha animali in casa, sa bene cosa vuol dire, passare le dita all’interno della ciotola e percepire quel fastidioso strato di calcare. Che oltretutto, mischiato all’acqua, non è proprio un toccasana per la salute del nostro peloso. Più volte, per i sittings, mi è capitato di portare con me, una bottiglia di aceto bianco (anche perché il suo costo, è davvero irrisorio e si aggira intorno ai €0,60). Riempio la ciotola (o il piatto, in base a quello che mi viene fornito), con acqua (calda è più efficace) e aceto, lascio in ammollo per il tempo del sitting, risciacquo bene e rimetto a terra una ciotola di acqua fresca e PULITA. Lo faccio perché trovo che sia un atto di grande rispetto e amore nei confronti dei miei clienti pelosi e non. D’altronde, chi avrebbe piacere di bere un bicchiere di acqua dal rubinetto, misto a materiale calcareo? Io, sinceramente no, ma sono una di quelle persone che sta ancora cercando una soluzione alternativa e valida all’acqua della bottiglia e per i suoi mici, nell’acqua delle fontanelle, ci mette il filtro.

Ma anche i giochi e i lettini stessi, se lavabili, ogni tanto, si ‘meritano’ una bella sciacquata e i nostri batuffoli ci saranno grati. Chi vive con i pets sa bene quanto sia gratificante per loro saltare su un letto a lenzuola e coperte cambiate e profumate. Per non parlare della pila di panni ancora da stirare (o stirati, ancora caldi di ferro da stiro!), luogo di pura goduria! Cosa dire. Il gatto è un animale che di pulizia se ne intende e spesso più degli esseri umani!

2. Lo so, la casa non dovrebbe assomigliare a un parco giochi, ma quando decidiamo di adottare un animale (d’altronde succede in presenza di bambini, perché no allora, con i nostri amici a quattro zampe?), non dobbiamo dimenticarci che l’ambiente diventerà il loro spazio principale, soprattutto se parliamo di gatti indoor che vivono solo o prevalentemente in casa. Creare un ambiente su misura (che non vuol dire per forza disordinato), oltre ad altri fattori importanti al benessere del gatto, sarà anche un modo per intrattenerlo mentre sarai via.

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